martedì 28 dicembre 2010

A Torino la divina commedia di Neil Hannon

Far ridere è più difficile di quanto si possa pensare. Non è solo questione di saper dire le cose giuste al momento giusto: è un’arte che necessita tanto di bravura nell’intrattenimento quanto di intelligenza nella gestione delle situazioni. Alla ricerca dell’alchimia con chi ci sta ascoltando. E questo Neil Hannon lo sa benissimo.
Da vent’anni l’artista nordirlandese cavalca un’onda anomala di pop raffinato ma emozionante, sincero e barocco al tempo stesso.
Il tutto sotto la bandiera dei Divine Comedy, fondati nel 1989 e divenuti ormai un suo personale marchio di fabbrica. Hannon è un lupo solitario, l’unico membro della band originale ad essere sopravvissuto fino ai nostri giorni: quello di scena all’Hiroshima Mon Amour di Torino non è nient’altro che un one man show a colpi di pianoforte e chitarra.
Una tournée che celebra il suo immenso talento, sia musicale che da intrattenitore. Costruisce il concerto come un dialogo con il pubblico. Arriva in giacca e cravatta, con una borsa in mano e un capello in testa. Qualche preliminare, poi è subito Assume The Perpendicular. A disposizione del folletto ci sono solo un piano e una chitarra acustica, che il nostro alterna sapientemente per evitare la monotonia dei singoli strumenti. Quasi due ore di concerto che ripercorrono la sua carriera musicale, spogliato di bassi, batterie, archi e quant’altro. Rimane solo l’essenziale, ben riconoscibile alle nostre orecchie.
Al piano, i momenti più trascinanti sono sicuramente Everybody Knows (Except You), Generation Sex e At The Indie Disco, nonché la leggera e brillante Can You Stand Upon One Leg (tra l’altro, inframmezzata dalla barzelletta di una ragazza su esplicita richiesta di Hannon). Molto bella la cover di Don’t You Want Me degli Human League, perfettamente reinterpretata e fatta propria, mentre la Wonderwall degli Oasis non è altro che l’ironica presa in giro di certo brit pop commerciale (“I hate that shit”, sentenzia Hannon).
L’intimità massima si raggiunge però nella ballata The Plough (al piano) e nella malinconica A Lady Of A Certain Age (alla chitarra), rinate a nuova vita. Becoming More Like Alfie, spogliata di tutto, si trasforma in un inno solitario, mentre le classiche National Express e Fog Princess vengono impreziosite dalla collaborazione del pubblico, che viene arruolato da Hannon come corista aggiunto. Come gran finale, Tonight We Fly, veramente liberatoria. A seguire, l’artista si diverte a prendere in giro il cliché del bis nei concerti: l’uscita di scena viene accennata, ma velocemente torna al piano per I Like, dall’ultimo album Bang Goes the Knighthood (2010), e infine alla chitarra per la splendida Lucy, richiesta a furor di popolo. E, come è arrivato, se ne va ringraziando della serata e della compagnia.
È chiaro che lo spettacolo è tanto il suo personaggio quanto la sua musica. Altrettanto chiaro che il dialogo con il pubblico nasconde in realtà un gioco: è sempre Hannon alla guida, non lascia mai il controllo della situazione. Chiede quali canzoni gli spettatori vogliono ascoltare, ma è ben attento ad accettare le richieste: la sua selezione è precisa e non disdegna di passare la mano in molti casi, ovviamente con garbo e ironia (lamentandosi per i troppi accordi delle canzoni, troppo difficili, oppure per la scarsa memoria, soprattutto per i pezzi più vecchi). Oppure si intrattiene in brevi monologhi fatti apposta per stuzzicare gli ascoltatori e ottenere determinati effetti, quasi ci fosse una vera sceneggiatura dietro il suo modo di porsi.
Un suo concerto è una grande commedia recitata da un grande attore. Con vent’anni di carriera e una miriade di pezzi indimenticabili. Da gustare da soli con lui. Per una volta, il re è nudo e ci piace sentirlo così.

Scaletta:
1. Assume The Perpendicular
2. The Summerhouse
3. The Complete Banker
4. Last Christmas
5. Sweden
6. Everybody Knows (Except You)
7. Your Daddy’s Car
8. Pinball Wizard [The Who cover]
9. Perfect Lovesong
10. A Lady Of A Certain Age
11. Generation Sex
12. The Plough
13. National Express
14. At The Indie Disco
15. Don’t You Want Me [Human League cover]
16. Becoming More Like Alfie
17. Lost Property
18. Songs of Love
19. Wonderwall [Oasis cover]
20. The Frog Princess
21. Our Mutual Friend
22. Can You Stand Upon One Leg
23. Tonight We Fly

Encore:
24. I Like
25. Lucy

Foto di Federica Papa
Articolo di Francesco Barbabella

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