venerdì 25 febbraio 2011

I Verdena al Bronson sabato 5 marzo!

Dopo il lungo e fortunato tour di “Requiem”, un album maturo che delineava un suono e uno stile unico, Verdena spengono i riflettori chiudendosi in quell’ isolamento che da sempre li contraddistingue. Da allora sono passati quasi tre anni; nessuna notizia, nessuna apparizione. Tre anni trascorsi in sala di registrazione, ai piedi del monte Misma, nel loro Henhouse Studio e un silenzio che ha creato molta attesa. Una lunga e sofferta gestazione che si chiude con l'uscita di '”Wow”, che ha visto la luce il 18 gennaio 2011 ed è già al secondo posto della classifica dei dischi più venduti in Italia.

Un imponente doppio album composto da 27 tracce. Tutto è mastodontico eppure condensato e messo definitivamente a fuoco. Un suono nuovo che riverbera e oscilla fra anni ‘70 e un ipotetico futuro senza soluzione di continuità, destabilizzando l’ascoltatore che non può fare altro che aspettare questo caldo flusso di lava creativa. Pianoforti sempre più in evidenza, chitarre che tentano di assecondare l’idea piuttosto che aggredirla, una cura sempre maggiore alle liriche e una sezione ritmica come sempre d’impatto, fanno di questo lavoro, un esempio di nuova psichedelia libera da schemi. Un album che fa dell’emotività e dell’eclettismo i suoi punti di forza, fuggendo in qualsiasi direzione per non farsi catalogare ma arrivando inevitabilmente a colpire per la purezza con la quale ogni argomento musicale viene trattato: sia esso il folk stellare (Razzi, Arpia, Inferno e Fiamme), il prog amniotico (Sorriso in Spiaggia PT. 2, Le Scarpe Volanti), il pop etereo (Scegli Me -un mondo che tu non vuoi-, Grattacielo), la ballad ricoperta di polvere (Canzone Ostinata) o ancora i distillati dalla carica rock'n’roll tipicamente Verdena (Lui Gareggia, Sul Ciglio).Wow” è troppo vario per potere essere raccontato in poche righe e troppo complesso per cercare di trasmetterne la sua alchimia. Ciò che è chiaro è che con questo doppio album i Verdena, confermano la propria indole e il proprio sguardo fisso sulla musica. Uno sguardo appassionato, spontaneo, libero.

Suonano insieme da sempre, Alberto (chitarra, voce), Luca (batteria), Roberta (basso). Hanno esordito nel 1999 con “Verdena”. Feedback? Un sacco di copie vendute, pubblico che apprezza. Poi via, sulla strada, a suonare in giro per l’Italia. Poi di nuovo in studio, alle Officine Meccaniche, a registrare “Solo un grande sasso”, uscito nel 2001. Passano tre anni tra il secondo è il terzo album. Tre anni di decine e decine di concerti (il live è dove tutta la potenza della band viene fuori al meglio), uno studio di registrazione che hanno costruito i Verdena stessi, tutto per loro (è l’Henhouse, pieno di “macchine” strettamente analogiche, assolutamente “vintage”). Nello studio nuovo, sotto casa, registrano “Il suicidio”. Il disco, a gennaio 2004, entra in classifica (sia con il primo singolo “Luna” che con l’album). L’anno dopo, nel 2005, il terzo lavoro dei Verdena viene pubblicato anche all’estero. Più volte il gruppo parte in tour per l’estero. Prima in Germania, poi in Austria e Svizzera. Infine, nell’estate del 2006, dopo la pubblicazione dell’album in Francia, suona a Parigi e in un festival organizzato da Noir Desir (che li vogliono nel cast). Finito il tour all’estero e dopo un’apparizione unica in Italia ad Arezzo Wave, la band si inabissa nel pollaio. Dopo diversi mesi di sessioni di registrazione, il 16 marzo 2007, esce “Requiem”. Ora sono tornati.


Bronson Produzioni – Info: 333 2097141
www.bronsonproduzioni.com  

comunicato stampa 





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