Anna Calvi possiede uno scatolone di camicie rosse. É il primo pensiero che mi colpisce non appena sale sul palco – sono un po' indispettita, aspettiamo da più di 90 minuti il suo arrivo, fa caldo, il locale è al limite del sold out e c'è gente che parla a macchinetta e non riesce a stare zitta nemmeno un minuto.
Ma poi arriva e Rider to the Sea ti lega a sé con diversi giri di corda sempre più stretta; eseguirà praticamente tutto l'album e non ti lascerà prendere più fiato per 45 minuti, con quella grazia e quel fascino un po' dark, un po' ballerina di tango e un po' torera.
Ha male ad un braccio quindi non suonerà che poche canzoni con la sua Telecaster consumatissima e che in braccio a lei sembra un contrabbasso. A sostituirla in questo un chitarrista allampanato.
Gli altri due musicisti sul palco sono Daniel Maiden alla batteria, bravissimo e Mally Harpaz all'harmonium e percussioni a cui senz'altro va la Menzione d'Onore per il super-lavoro che compie sul palco.
Ma torniamo all'esecuzione. Poche pause tra un brano e l'altro, una cavalcata attraverso i ritmi incalzanti, la voce sicura e perfetta che non t'aspetti da una che sembra la donna più timida del globo. Incanta con The Devil, avvolge con Suzanne and I.
Non vola una mosca. Alle mie spalle percepisco un pubblico attento e ammaliato (e anche la macchinetta umana tace).
Desire fa esplodere tutti fin dalle prime note di harmonium.
Non ho perso la testa per Anna Calvi, sicuramente ho ascoltato il suo lavoro al momento giusto e me ne sono innamorata.
Una musicista da non perdere di vista, senz'altro, e non c'è bisogno che lo dica io.
Ha male ad un braccio quindi non suonerà che poche canzoni con la sua Telecaster consumatissima e che in braccio a lei sembra un contrabbasso. A sostituirla in questo un chitarrista allampanato.
Gli altri due musicisti sul palco sono Daniel Maiden alla batteria, bravissimo e Mally Harpaz all'harmonium e percussioni a cui senz'altro va la Menzione d'Onore per il super-lavoro che compie sul palco.
Ma torniamo all'esecuzione. Poche pause tra un brano e l'altro, una cavalcata attraverso i ritmi incalzanti, la voce sicura e perfetta che non t'aspetti da una che sembra la donna più timida del globo. Incanta con The Devil, avvolge con Suzanne and I.
Non vola una mosca. Alle mie spalle percepisco un pubblico attento e ammaliato (e anche la macchinetta umana tace).
Desire fa esplodere tutti fin dalle prime note di harmonium.
Non ho perso la testa per Anna Calvi, sicuramente ho ascoltato il suo lavoro al momento giusto e me ne sono innamorata.
Una musicista da non perdere di vista, senz'altro, e non c'è bisogno che lo dica io.
Giulia B.
Non delude le aspettative il live di Anna Calvi al Bronson, ennesimo sold out e vanno a casa tutti contenti.
Il Bronson è un locale molto molto carino a Marina di Ravenna, un posto dove ti aspetti giusto un circolo di bocce, e infatti proprio lì dietro si nasconde il Bronson in tutta la sua magnificenza.
L'orario scritto sul biglietto indica le 21:30...quindi alle 21 si entra per stare davanti e si aspetta...e si aspetta...e si aspetta l'inizio di un concerto che tarda ad arrivare.
Dopo un'ora e un quarto di attesa finalmente entra lei, Anna, con musicisti a seguito: Daniel Maiden Wood alla batteria ma soprattutto Mally Harpaz all'armonium, alle percussioni e altre faccende. Una donna proprio che per 45 minuti di concerto non ha avuto un attimo libero.
Anna Calvi, purtroppo era con chitarrista al seguito per via di un problema al braccio.
Nonostante il dolore ha regalato ai fans qualche nota suonata ed alla sottoscritta il plettro. :)
Niente da eccepire sul live, personalmente guardo con scetticismo ogni volta che si grida al miracolo e in che termini poi: paragonata a P.J Harvey, a Nina Simone, a Patti Smith e qui salta subito alla mente che anche Polly era stata definita la nuova Patti Smith e in questo caso lei rispondeva “Patti chi?”. Usare certi paragoni è sempre un rischio e poi a che pro?
Daniel e Mally sono due macchine che riproducono le grandi cavalcate ritmiche (alla Ennio Morricone se proprio vogliamo) e lei che canta con un po' di timidezza ma completamente cosciente di quello che deve fare. Un concerto fatto da professionisti, volumi perfetti anche a cinque metri di distanza, a casa con le orecchie sane per una volta tanto.
Un concerto da vedere sicuramente!
Il Bronson è un locale molto molto carino a Marina di Ravenna, un posto dove ti aspetti giusto un circolo di bocce, e infatti proprio lì dietro si nasconde il Bronson in tutta la sua magnificenza.
L'orario scritto sul biglietto indica le 21:30...quindi alle 21 si entra per stare davanti e si aspetta...e si aspetta...e si aspetta l'inizio di un concerto che tarda ad arrivare.
Dopo un'ora e un quarto di attesa finalmente entra lei, Anna, con musicisti a seguito: Daniel Maiden Wood alla batteria ma soprattutto Mally Harpaz all'armonium, alle percussioni e altre faccende. Una donna proprio che per 45 minuti di concerto non ha avuto un attimo libero.
Anna Calvi, purtroppo era con chitarrista al seguito per via di un problema al braccio.
Nonostante il dolore ha regalato ai fans qualche nota suonata ed alla sottoscritta il plettro. :)
Niente da eccepire sul live, personalmente guardo con scetticismo ogni volta che si grida al miracolo e in che termini poi: paragonata a P.J Harvey, a Nina Simone, a Patti Smith e qui salta subito alla mente che anche Polly era stata definita la nuova Patti Smith e in questo caso lei rispondeva “Patti chi?”. Usare certi paragoni è sempre un rischio e poi a che pro?
Daniel e Mally sono due macchine che riproducono le grandi cavalcate ritmiche (alla Ennio Morricone se proprio vogliamo) e lei che canta con un po' di timidezza ma completamente cosciente di quello che deve fare. Un concerto fatto da professionisti, volumi perfetti anche a cinque metri di distanza, a casa con le orecchie sane per una volta tanto.
Un concerto da vedere sicuramente!
Geordie Echo

complimenti ciccette! bella doppietta!!!
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