È stata inaugurata lo scorso 7 luglio presso il Museo d’Arte di Lugano I luoghi dell’avventura, la nuova mostra dedicata a Corto Maltese. L’esposizione, che sarà possibile visitare fino al 2 ottobre, rappresenta la prima di una serie di iniziative legate all’arte del fumetto che il museo stesso si prefigge di coltivare con lo scopo di sondare ed evidenziare quelle espressioni della cultura popolare che hanno fornito un contributo significativo all’evoluzione dei linguaggi artistici della modernità. “La messa a fuoco delle linee di convergenza fra cultura alta e cultura di massa” - dice Marco Franciolli, direttore del museo - “si è infatti da tempo rivelata indispensabile per comprendere gli elementi fondanti della cultura visiva del presente: cinema, pubblicità, fumetto, televisione e nuove tecnologie hanno contribuito, nel corso del XX secolo, a modificare i termini stessi della creatività e dell’arte”.
L’inaugurazione di questo percorso espositivo, che vede con la figura di Hugo Pratt e della sua creatura più celebre Corto Maltese il suo avvio, non fa che mostrare al pubblico la coerenza di obiettivi del progetto: “La radicale sintesi grafica,” – prosegue Franciolli – “unita all’innata abilità nell’evocare atmosfere di luoghi sospesi fra realtà e immaginazione, si accompagnano nell’opera di Pratt con la propensione dell’autore a fondere dimensione colta e immaginario popolare. È proprio questa sua caratteristica a dare un contributo determinante all’affermazione del fumetto quale mezzo espressivo destinato anche al mondo adulto e non più relegato al mondo dell’infanzia o della sottocultura, dove per decenni i detrattori del fumetto lo avevano voluto relegare. Il marinaio di Pratt si accompagna nell’immaginario con altre straordinarie figure protagoniste di opere letterarie di autori quali Joseph Conrad o Alvaro Mutis, marinai che solcano i mari dell’avventura e della fantasia, in racconti dove la meta è il viaggio stesso”.
E proprio il “viaggio” si pone come tema di questa suggestiva esposizione: centocinquanta infatti le opere fra acquarelli, studi e tavole originali dell’artista in mostra al Museo d’Arte. La particolarità dell’allestimento, creato per l’occasione, sta nel ripercorrere dal punto di vista narrativo e geografico alcune tra le più affascinanti avventure del marinaio maltese: con questa disposizione, la varietà delle ambientazioni presenti nelle opere intende esaltare l’abilità di Pratt nel restituire attraverso carta e china le atmosfere di ogni luogo; abilità che in questa mostra viene impreziosita da opere autografe dell’artista evidenziando il personale processo di elaborazione di figure e paesaggi.
L’inaugurazione di questo percorso espositivo, che vede con la figura di Hugo Pratt e della sua creatura più celebre Corto Maltese il suo avvio, non fa che mostrare al pubblico la coerenza di obiettivi del progetto: “La radicale sintesi grafica,” – prosegue Franciolli – “unita all’innata abilità nell’evocare atmosfere di luoghi sospesi fra realtà e immaginazione, si accompagnano nell’opera di Pratt con la propensione dell’autore a fondere dimensione colta e immaginario popolare. È proprio questa sua caratteristica a dare un contributo determinante all’affermazione del fumetto quale mezzo espressivo destinato anche al mondo adulto e non più relegato al mondo dell’infanzia o della sottocultura, dove per decenni i detrattori del fumetto lo avevano voluto relegare. Il marinaio di Pratt si accompagna nell’immaginario con altre straordinarie figure protagoniste di opere letterarie di autori quali Joseph Conrad o Alvaro Mutis, marinai che solcano i mari dell’avventura e della fantasia, in racconti dove la meta è il viaggio stesso”.
E proprio il “viaggio” si pone come tema di questa suggestiva esposizione: centocinquanta infatti le opere fra acquarelli, studi e tavole originali dell’artista in mostra al Museo d’Arte. La particolarità dell’allestimento, creato per l’occasione, sta nel ripercorrere dal punto di vista narrativo e geografico alcune tra le più affascinanti avventure del marinaio maltese: con questa disposizione, la varietà delle ambientazioni presenti nelle opere intende esaltare l’abilità di Pratt nel restituire attraverso carta e china le atmosfere di ogni luogo; abilità che in questa mostra viene impreziosita da opere autografe dell’artista evidenziando il personale processo di elaborazione di figure e paesaggi.
Alle tavole si affiancano inoltre brevi citazioni tratte dai testi di Marco Steiner dedicati a Corto Maltese (editi da Rizzoli) e le bellissime fotografie di Marco D’Anna, scatti realizzati nel corso di questi ultimi anni in occasione di reportage effettuati in quegli stessi luoghi che Pratt utilizzò come sfondo sia geografico sia storico per le avventure dei suoi personaggi. Anche qui, la ricercatezza dell’istallazione fa sì che le fotografie presentate non si limitino ad essere descrittive ma si pongono l’obiettivo di arrivare al cuore di quei luoghi fotografati, di percepire quella stessa fascinazione che catturò l’attenzione di Pratt. Così la Manciuria, l’Armenia, l’Etiopia, l’Irlanda, la Bretagna, l’Argentina, la nostra Venezia, la Turchia, le isole del Pacifico e le coste dei Carabi, le foreste amazzoniche, le steppe mongole e siberiane si fanno luoghi vivi e magici, disposti a portarci con loro verso una nuova e onirica avventura.
di Federica Papa
Immagini su gentile concessione del Museo d'Arte di Lugano

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