Capita immagino anche a voi di avere la testa piena di pensieri, incasinata sull’orlo di esplodere … ecco, in quei casi ci sono musiche che hanno la capacità di alleggerirti la mente. “How we say goodbye and leave” è il primo EP dei “Goldline, my dear” e direi che sicuramente può rientrare in quella tipologia di musica li.
La chitarra, a tratti folk, non smette mai di duettare con la voce, saltellando qua e la per la stanza, ti fa sembrare di essere dentro ad una puntata di “Dawson’s Creek” dove ogni problema si risolveva con un sorriso.
I Goldaline, my dear nascono tra Bologna e Rimini nel 2011, “dall’unione” di Davide Ramilli (autore dei brani) e Tommaso Gavioli (chitarra e
La chitarra, a tratti folk, non smette mai di duettare con la voce, saltellando qua e la per la stanza, ti fa sembrare di essere dentro ad una puntata di “Dawson’s Creek” dove ogni problema si risolveva con un sorriso.
I Goldaline, my dear nascono tra Bologna e Rimini nel 2011, “dall’unione” di Davide Ramilli (autore dei brani) e Tommaso Gavioli (chitarra e
voce) come scrivono loro “… tra appartamenti studenteschi, testi introversi, birre di dubbia qualità e tanta passione …”.
L’EP è composto da cinque brani e per quanto non ci trovi nulla di nuovo da mettermi lì d’impegno a decifrarlo, sono ben presentati e scorrono bene, insomma come ho detto prima, nulla di estremamente impegnativo, ma se avete una cabrio scassata, un po’ di sole a disposizione e siete indecisi sui soliti quattro cd che vi girano in macchina, bhè, provatelo!
L’EP è composto da cinque brani e per quanto non ci trovi nulla di nuovo da mettermi lì d’impegno a decifrarlo, sono ben presentati e scorrono bene, insomma come ho detto prima, nulla di estremamente impegnativo, ma se avete una cabrio scassata, un po’ di sole a disposizione e siete indecisi sui soliti quattro cd che vi girano in macchina, bhè, provatelo!
G.ulia

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