La neonata etichetta 42Records mi ha dato questo cd al MEI. Come succede sempre, torno a casa con una busta piena di cd che forse un giorno ascolterò.
Fortuna vuole che questo sia stato uno dei primi e anche ultimo, perché da quel dì gira incessantemente nel lettore della mia auto.
Che dire di questa band romana?!?! Se chiudo gli occhi posso anche immaginarmi nella New York dei primi anni ottanta. Quando la new wave aveva appena lasciato il segno e stava aprendo le porte alla no wave dei Sonic Youth, di Lydia Lunch e di Brian Eno. Peccato che siamo nel 2000 e molti certe sonorità non le capiscano, ma non i Cat Claws che hanno tutta la freschezza e la sfrontatezza di un gruppo giovanile (Mio Dio, che stia diventando vecchia?!), e la forza di un bagaglio culturale di tutto rispetto. Parlando più nello specifico del disco posso solo dire che è fantastico. Blues (la track 2) finisce in Bob (Just Another Weekend) che è il pezzo più orecchiabile dell'album ma molto molto accattivante. Scopro con piacere che alla batteria c'è una donna, e tutto ciò mi riporta alla mente le Riot Girl, ma qui si sa suonare, e devo dire anche con una certa abilità, perché Valentina (così si chiama la batterista) fa dei cambi di ritmo impercettibili che danno movimento al pezzo, e un po' a tutto l'album.
Suoni aciduli, ritmi punk, finali noise, e una voce che ricorda la vecchia Poly Styrene dei mitici X Ray Spex in "Oh Bondage Up Yours", ma anche suoni più pieni come in "Desert". Diciamo che questo album attraversa 20 anni di musica new wave, dai Sonic Youth e, come dicevo prima, la no wave, degli anni Ottanta e la new new wave delle Elastica degli anni Novanta, che citano in Cat Laws (traccia 9), ma permettetemi di dirlo, con molta più aggressività e voglia di suonare del gruppo inglese di fine secolo.
Compratevi l'album e ascoltatelo. Avrete poi modo di conoscere qualche curiosità in più il 30 gennaio alle 22:00 su www.radiotlt.it durante l'intervista che faranno ad "Ascoltiamo l'invisibile".
Fortuna vuole che questo sia stato uno dei primi e anche ultimo, perché da quel dì gira incessantemente nel lettore della mia auto.
Che dire di questa band romana?!?! Se chiudo gli occhi posso anche immaginarmi nella New York dei primi anni ottanta. Quando la new wave aveva appena lasciato il segno e stava aprendo le porte alla no wave dei Sonic Youth, di Lydia Lunch e di Brian Eno. Peccato che siamo nel 2000 e molti certe sonorità non le capiscano, ma non i Cat Claws che hanno tutta la freschezza e la sfrontatezza di un gruppo giovanile (Mio Dio, che stia diventando vecchia?!), e la forza di un bagaglio culturale di tutto rispetto. Parlando più nello specifico del disco posso solo dire che è fantastico. Blues (la track 2) finisce in Bob (Just Another Weekend) che è il pezzo più orecchiabile dell'album ma molto molto accattivante. Scopro con piacere che alla batteria c'è una donna, e tutto ciò mi riporta alla mente le Riot Girl, ma qui si sa suonare, e devo dire anche con una certa abilità, perché Valentina (così si chiama la batterista) fa dei cambi di ritmo impercettibili che danno movimento al pezzo, e un po' a tutto l'album.
Suoni aciduli, ritmi punk, finali noise, e una voce che ricorda la vecchia Poly Styrene dei mitici X Ray Spex in "Oh Bondage Up Yours", ma anche suoni più pieni come in "Desert". Diciamo che questo album attraversa 20 anni di musica new wave, dai Sonic Youth e, come dicevo prima, la no wave, degli anni Ottanta e la new new wave delle Elastica degli anni Novanta, che citano in Cat Laws (traccia 9), ma permettetemi di dirlo, con molta più aggressività e voglia di suonare del gruppo inglese di fine secolo.
Compratevi l'album e ascoltatelo. Avrete poi modo di conoscere qualche curiosità in più il 30 gennaio alle 22:00 su www.radiotlt.it durante l'intervista che faranno ad "Ascoltiamo l'invisibile".
2008
42Records
di Geordie Echo
42Records
di Geordie Echo
Nessun commento:
Posta un commento