martedì 23 marzo 2010

Un Don Giovanni minimalista in scena alle Muse


Con l'arrivo della primavera, si sa, i tumulti amorosi sono in fermento e chi meglio del Don Giovanni può incarnarli?
Così al teatro delle Muse è andato in scena il Don Giovanni di Mozart con la regia di Pier Luigi Pizzi, già presentato quest'estate al teatro Lauro Rossi di Macerata, riscuotendo un grandissimo successo.
Il cast era lo stesso di quest'estate eccezione fatta per il Don Giovanni, interpretato, questa volta, da  Nmon Ford, vincitore del premio Corelli del 2010 ad Ancona. Ford non è nuovo in questo ruolo, già interpretato per due stagioni 2005 e 2006 per lo Spoleto festival USA in una produzione diretta da Gunter Kramer e condotta da Emmanuel Villaume. Unico problema che forse ancora non ha la presenza scenica adatta e in certi tratti risultava un po' forzato e poco presente vocalmente...poi dipende, magari ascoltandolo in un teatro acusticamente degno le cose cambiano.
Don Giovanni, come dice Massimo Mila, “è una di quelle figure che sono uscite dalla letteratura ed entrate nella vita. Vivono oggi tra noi come persone reali in carne ed ossa...” si vestono e si spogliano nella scatola scenica prospettica di Pier Luigi Pizzi: un letto al centro della stanza appoggiato su un piano inclinato che apre molte variabili alla scena. Qui si consumano gli inganni e le illusioni che sono al centro dell'opera mozartiana.
Durante la sinfonia, che racconta tutta l'opera, Don Giovanni si veste aiutato da Leporello, rendendo la cavatina più efficace. Il cast è stato bravissimo, ma la mancata personalità di Don Giovanni ha reso il gruppo un po' spento. Andrea Concetti è un frizzantissimo Leporello con una voce notevole e usata magistralmente. Carmela Remigio nella parte di Elvira ha qualcosa ancora da pulire nei registri centrali e bassi, a volte spariva completamente, ma dal punto attoriale è stata ottima: tumultuosa ed elegante. Don Ottavio, interpretato dall'altra novità Saimir Pirgu, ha strappato applausi a scena aperta. Ottimi anche Zerlina e Masetto: rispettivamente Manuela Bisceglie, e William Corrò.
Tutto sommato una bella esecuzione, o forse ci aspettavamo troppo dopo il grande successo a Macerata. Interessante la scelta del cast giovane, e anche non troppo azzardata. Chi più chi meno si è saputo districare in un'opera che propone molte letture.

di Flavia Vitale

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