venerdì 7 maggio 2010

Pëtr Il'ič Čajkovskij oggi compie 170 anni.

170 anni dalla nascita di un genio della musica romantica: Pëtr Il'ič Čajkovskij
In russo si scrive Пётр Ильи́ч Чайко́вский .
Chiaro no?
Quello che forse non tutti sanno è che Čajkovskij, fu vittima anch'egli di un sistema oppressivo e dogmatico, che lo portò ad un morte prematura e in dubbie circostanze il 6 novembre 1893.

A quel tempo in Russia,  la carriera di musicista non era considerata. Un uomo nobile o di alta borghesia doveva sapere suonare, magari comporre qualcosina, doveva amare l'opera e la musica che faceva tanto chic, ma non poteva fare il musicista. Così a Čaj furono imposti gli studi di giurisprudenza. Suonava il piano e amava la musica, ma a 16 anni arriva la folgorazione. Ascolta Il Don Giovanni di Mozart e se ne innamora.
A scuola riscuoteva molto successo, ma lì ebbe anche le prime esperienze omossessuali che lo segnarono e lo perseguiteranno per tutta la vita.

Scriverà, infatti, nell'autunno del 1876 al fratello Modest, omossessuale dichiarato, che pensava al matrimonio più che altro per i suoi familiari che per se stesso, perché era amareggiato dai pettegolezzi che la società poteva fare. Era così forte il senso di frustrazione quando leggeva negli sguardi di sconosciuti disprezzo e condanna da farlo agitare e vergognare di sé .
Si sposò così con Antonina Ivanovna Miljukova una sua ex allieva che lo perseguitò per tutta la vita con minaccie ed estorsioni.
Il 16 ottobre 1893 diresse la prima della Pathétique a San Pietroburgo lasciando il pubblico sopreso ammirato e in uno stato di incomprensione...è il «Requiem per me stesso», la sinfonia con un programma "misterioso" è il proprio testamento spirituale ed artistico.
Dopo nove giorni il musicista muore. Diagonsi: Colera.
Ma un giallo si nasconde nelle vie di San Pietroburgo. Si mormora che sia stato suicidio/omicidio. Il fratello Modest afferma che al compositore sia stato imposto di assumere il veleno. (Il colera e l'avvelenamento da arsenico hanno gli stessi sintomi).
A quanto pare il compositore aveva una relazione amorosa con il figlio si Stenbok-Fermor, che non era favorevole alla liaison e aveva intenzione di denunciarla allo zar. A questo punto lo scandalo sarebbe stato insostenibile, soprattutto per Čajkovskij,  e poi c'era sempre la deportazione in Siberia, per "delitti"di questo tipo.
Fu così che venne istituito un giurì d'onore. La lettera con la quale il conte denunciava Čajkovskij non sarebbe stata trasmessa allo zar, ma il compositore si impegnava ad assumere il veleno.
I dubbi nacquero immediati. Rimskij-Korsakov scrisse nelle sue "Cronache": «Non solo per me, è stata oggetto di meraviglia la constatazione che non venne adottata alcuna precauzione d'ordine sanitario in quei giorni a casa sua, nonostante si dicesse in giro che il colera era stato la causa del decesso. Ricordo bene di aver visto… un insegnante… del Conservatorio, baciare il morto in fronte e sulle guance».
E così moriva un compositore eccellente, vittima di una società ipocrita e perbenista. Oggi come ieri, per quanto indossiamo tutti la maschera dell'accettazione, (che di per sè è già una forma di discriminazione) non riusciamo a liberarci dai facili pettegolezzi ed etichette.
La lingua ferisce più della spada.
Čajkovskij è stato compositore di Balletti, Opere Liriche, Sinfonie, Poemi Sinfonici, Suite, Concerti e altri.

di Flavia Vitale

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