Mentre ascolto A Secret Lake mi viene istintivo portare la mano alla fondina, pronto a reagire al minimo battito di ciglio del mio avversario appostato di fronte al saloon: sogghigna mentre, come me, mangia la polvere sollevata in strada dal vento. Mi decido: sparo per primo. Solo che la sorpresa è misera: niente fondina, né pistola, né tantomeno saloon o cattivi da film. Mi rimane solo un motivetto in testa e un gong che martella le orecchie più preciso di un orologio.
Si tratta di un riflesso incondizionato all’indiscutibile richiamo western del brano. Il quale, di per sé, potrebbe far
parte di una colonna sonora del genere alla Ennio Morricone, per intenderci: il profilo, ovviamente, è decisamente (e in parte volutamente) più basso. Mancano l’emozione e la vitalità della composizione, qui come nelle altre sette tracce che compongono We Must Stop You, secondo album dei Maybe I’m, duo folk salernitano. In breve, si intravedono delle idee, ma manca completamente la forza di svilupparle.
Si prenda Carpet and drainage, forse il pezzo meno scontato del disco. Apertura con una voce ubriaca e disperata, accompagnata da una chitarra elettrica ruvida in stile blues. Bridge che ferma l’onda e lascia rifiatare con qualche rifinitura chitarristica. Ripartenza con una batteria prepotente e invasiva. Poi stop, pezzo finito dopo neanche tre minuti. Troppo presto, troppo poco.
Per le altre canzoni, il discorso non è diverso. Lungi da qualsiasi innovazione o sperimentazione, i Maybe I’m si accontentano di ripetere alcuni motivi cari al folk americano (sul genere Harvest Moon del giovane Neil Young) in chiave lo-fi minimalista: batteria e chitarra acustica, con una elettrica a sostenere o sostituire di tanto in tanto la voce impostata di Ferdinando Farro (We must stop you e Pail full of water).
Qua e là fanno capolino anche un organo (Fall) e un violino (Behind you there is...) per cercare di impreziosire le melodie, ma in realtà questi seguono semplicemente la scia tracciata dagli arpeggi di chitarra, quasi psichedelici nella loro monotona ripetizione. Spunti melodici ce ne sono, così come l’attenzione per i dettagli sonori (gli intro di “Into pieces”, “Pail full of water” e “Trentinara”), ma è troppo poco per convincere.
parte di una colonna sonora del genere alla Ennio Morricone, per intenderci: il profilo, ovviamente, è decisamente (e in parte volutamente) più basso. Mancano l’emozione e la vitalità della composizione, qui come nelle altre sette tracce che compongono We Must Stop You, secondo album dei Maybe I’m, duo folk salernitano. In breve, si intravedono delle idee, ma manca completamente la forza di svilupparle.
Si prenda Carpet and drainage, forse il pezzo meno scontato del disco. Apertura con una voce ubriaca e disperata, accompagnata da una chitarra elettrica ruvida in stile blues. Bridge che ferma l’onda e lascia rifiatare con qualche rifinitura chitarristica. Ripartenza con una batteria prepotente e invasiva. Poi stop, pezzo finito dopo neanche tre minuti. Troppo presto, troppo poco.
Per le altre canzoni, il discorso non è diverso. Lungi da qualsiasi innovazione o sperimentazione, i Maybe I’m si accontentano di ripetere alcuni motivi cari al folk americano (sul genere Harvest Moon del giovane Neil Young) in chiave lo-fi minimalista: batteria e chitarra acustica, con una elettrica a sostenere o sostituire di tanto in tanto la voce impostata di Ferdinando Farro (We must stop you e Pail full of water).
Qua e là fanno capolino anche un organo (Fall) e un violino (Behind you there is...) per cercare di impreziosire le melodie, ma in realtà questi seguono semplicemente la scia tracciata dagli arpeggi di chitarra, quasi psichedelici nella loro monotona ripetizione. Spunti melodici ce ne sono, così come l’attenzione per i dettagli sonori (gli intro di “Into pieces”, “Pail full of water” e “Trentinara”), ma è troppo poco per convincere.
We Must Stop You (26:25) - Jestrai
1. We must stop you (3:50)
2. Fall (4:23)
3. Into pieces... (2:23)
4. Pail full of water (3:02)
5. A secret lake (3:33)
6. Trentinara (3:08)
7. Carpet and drainage (2:48)
8. Behind you there is... (3:00)
www.myspace.com/maybeim
di Francesco Barbabella

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