martedì 23 febbraio 2010

Mariella Devia interpreta Lucrezia Borgia alle Muse

Domenica 21 febbraio ha chiuso la sua comparsa nel cartellone del Teatro delle Muse di AnconaLucrezia Borgia” di Gaetano Donizetti su libretto di Felice Romani.
Mai sentito uno scroscio di applausi così forte.
Ma andiamo con ordine: l'opera inizia alle 16 in perfetto orario in forma di Concerto, vale a dire senza costumi e scene, con l'orchestra sul palco.
Questo tipo di rappresentazione è un po' audace se prendiamo in considerazione che Lucrezia Borgia non è un'opera che viene rappresentata spesso e quindi si conosce meno, e se consideriamo che dura 2 ore e 45 minuti.
Ma il Teatro delle Muse ha potuto contare sulla bravura dei cantanti che non hanno fatto rimpiangere scene e costumi.
Assolutamente una sorpresa Alex Esposito che interpretava “Il Duca Alfonso” un basso fantastico sia a livello interpretativo che di voce, ha strappato applausi a scena aperta che hanno infastidito i “puristi”.

Deh sì, perché il pubblico delle Muse non era proprio quello che si dice un “pubblico disciplinato” cellulari che suonano (non si deve fare, lo sappiamo, i cellulari vanno spenti), gente che stizzita a voce alta afferma: “Lo vogliamo spegnere questo cellulare?” la signora anziana risponde “Non sono capace!” e interviene la maschera che spegne il cellulare...
Signore con problemi uditivi che per scambiarsi un commento sono “costrette” a ripeterselo cinque o sei volte e pubblico infastidito che grida “State zitte!”.
In quel caso anche io mi sarei voluta alzare per dire “sì, ma stia zitto anche lei!” ma non si sarebbe finito più. Così è andata anche con gli applausi che sono partiti spontanei quando non dovevano  subito redarguiti da “schhhh!” offesi.
Ad ogni modo, pubblico a parte, la rappresentazione, come dicevo, è stata un successo. Oltre ad Alex Esposito è stato bravissimo "Gennaro", il tenore Giuseppe Filianoti e lei, Lucrezia Borgia interpretata magistralmente da Mariella Devia, ottimo soprano che ha interpretato il ruolo che fu  cavallo di battaglia della grande Monserrat Caballé (per intenderci la soprano che duettava con Freddie Mercury in “Barcelona”). Mariella Devia si è distinta per il bel timbro, la morbidezza degli acuti, la musicalità come pure la padronanza della coloratura.
Coloratura che gli ha permesso di interpretare magnificamente la cabaletta finale di Lucrezia “Era desso il figlio mio”.

Per chiudere questa stagione operistica manca il Don Giovanni di Mozart che andrà in scena il 19 e 21 marzo.
Per informazioni www.teatrodellemuse.org

di Flavia Vitale

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